|
La verità sul Nucleare
L’imbroglio economico del Nucleare!
L’attuale Governo sceglie il nucleare ma in maniera strumentale e demagogica. La presenta come una scelta strategica per risolvere il problema energetico dimenticando che nei Paesi occidentali e’ in costruzione una sola centrale in Finlandia. Tutti gli altri Stati vanno verso le rinnovabili e l’efficienza energetica, a differenza dell’Italia.
Ricordiamo che i problemi che riguardano le centrali nucleari sono ancor oggi tutti irrisolti: la questione della sicurezza, il costo troppo elevato dell’energia nucleare, la gestione delle scorie, la reperibilità a costi altissimi del combustibile. Il rischio è sempre lo stesso: a pagare saranno i cittadini com’e’ già avvenuto per l’Alitalia. Il nucleare e’, infatti, costosissimo sia dal punto di vista economico che sociale e continua ad essere pericolosissimo sia sotto il profilo della radioattività che della proliferazione.
Irrisolti i rischi per la sicurezza energetica del nostro Paese perché l’uranio, per le stime delle organizzazioni internazionali, durerà solo per pochi decenni e, non si trova di certo in Italia inoltre il suo costo e’ cresciuto a dismisura: nel 2000 un chilogrammo di uranio costava 7 dollari mentre oggi ne costa 120. Irrisolti i rischi per la salute e per l’ambiente connessi alla radioattività. Cosa si vuol fare delle scorie radioattive che ancora nessuno al mondo e’ riuscito a smaltire? Di sicuro c’è soltanto che la scelta del Governo Berlusconi rischia di avere effetti disastrosi sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili.
Puntando sul nucleare e mobilitando tutte le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa scelta, si abbandonerebbe di fatto qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici. Si rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.
È sbagliato spiegare esclusivamente i motivi della opposizione al nucleare, Non siamo il partito del NO Noi puntiamo sulla necessità di creare un nuovo modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione. Solo attraverso una seria politica nazionale e locale, che promuova l’innovazione riusciremo a dare un vero contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, rispettando le scadenze degli accordi comunitari
Dobbiamo lavorare per rendere più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, il modo con cui movimentiamo merci e persone, il modo con cui consumiamo energia negli edifici e produciamo beni.
La strada del nucleare al contrario porterà l’Italia fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna, che grazie ad una strategia energetica innovativa usciranno nei prossimi anni dall’era nucleare. Ci escluderà dalla strategia di Barak Obama per le energie rinnovabili negli Stati Uniti: puntare ad investire 150 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni in energie rinnovabili, come energia eolica, energia solare e biocarburanti di nuova generazione, creando 5 milioni di posti di lavoro.
La Puglia ha scelto con il piano energetico regionale PEAR di investire nelle rinnovabili ma questo non ci mette al riparo da eventuali decisioni del Governo nazionale che, se conferma, il rischio sismico come unico parametro utile per la scelta dei siti, avrà la possibilità di collocarne più d’una! Erasmo Venosi Comitato tecnico-scientifico per la Verità sul Nucleare
|