Depuratore consortile: noi Verdi, il cuore in pace non ce lo mettiamo, ma proprio per niente!!

Difficile immaginare qualcosa di più inutile dell’incontro organizzato ieri in prefettura dal presidente Emiliano, venuto più che ad ascoltare le nostre ragioni a ribadire le sue, con l’intenzione di chiudere la partita una volta per sempre.
Queste ragioni sono state da lui esposte e ripetute sino allo sfinimento, utilizzando sostanzialmente tre tipi di argomentazioni:

1) il sito di Urmo non si cambia, a meno che il Comune di Manduria non se ne accolli tutte le conseguenze;
2) la Regione non ha competenza né responsabilità sulla scelta del sito e sull’appalto;
3) nonostante ciò, sta preparando un progetto alternativo che è il più bello del mondo: di che vi lamentate?
Tutte le obiezioni vengono superate d’un balzo: in questo progetto, che è ancora in fase di elaborazione, bisogna credere con un atto di fede e ringraziare. Ma, soprattutto, bisogna smetterla con questi tentativi di intralciare i lavori!
Duole constatare che dopo centinaia di manifestazioni , petizioni, documenti, atti pubblici, ricorsi, esposti e quant’altro i cittadini di Manduria e di Avetrana abbiano saputo e potuto mettere in campo lungo un decennio ed oltre, per contrastare la realizzazione di questo progetto, dopo che nessuno di coloro che avevano il potere per farlo ha voluto o saputo accogliere tali istanze e trovare soluzione ad un problema facilmente sormontabile, debbano essere essi, i cittadini, a chinare ancora una volta la testa e a subire; che anzi si tenti di attribuire a loro la responsabilità di una situazione ambientale ad oggi insostenibile, a causa della inefficienza del vecchio depuratore, mentre si tenta di far apparire come salvatori della patria degli amministratori incapaci di elaborare scelte condivise dalle popolazioni.
Inutile dunque, per tutti coloro che vorrebbero il depuratore lontano dal mare, continuare a bussare alla porta di Emiliano. Il Presidente è stato categorico nel rifiutare ogni coinvolgimento in proposito, scaricando tutto sulle spalle del sindaco di Manduria, al quale però ha offerto contemporaneamente una zattera di salvataggio (che egli è stato ben lieto di utilizzare) col dire che nessun amministratore potrebbe mai far pagare alla propria comunità gli oneri derivanti dal l’annullamento di un appalto milionario e dalle imminenti sanzioni europee. E così il cerchio si chiude: con un reciproco assist, la massima autorità regionale e quella cittadina credono di aver liquidato una volta per tutte la faccenda.
Peccato che noi il cuore in pace non ce lo mettiamo, ma proprio per niente.
VERDI MANDURIA