E’ necessario ed urgente un Piano spiagge comunale che tuteli e preservi siti di particolare pregio!

Il nostro litorale rischia di essere fatto oggetto di un vero e proprio assalto alla diligenza, da parte di imprenditori privati intenzionati a realizzarvi dei lidi attrezzati, possibilmente nelle zone meno compromesse dall’abusivismo e dal turismo “mordi e fuggi” o in quelle di maggior pregio naturalistico e paesaggistico, come ad esempio la spiaggia prospiciente la Salina dei Monaci o la scogliera di Torre Colimena. Il tutto naturalmente con i crismi della legalità e nel sacro rispetto per la libera intrapresa. Una legislazione, nazionale e regionale, sempre più permissiva o contraddittoria nelle sue formulazioni, tale da lasciare ampi margini di interpretabilita’ e discrezionalità, sia a chi propone che a chi deve autorizzare;

il fatale meccanismo del silenzio-assenso imposto ad uffici pubblici sempre più poveri di organici, come le Soprintendenze, che invece dovrebbero essere i mastini a difesa del territorio; funzionari e impiegati sempre più soli di fronte alla minaccia di ricorsi; l’incapacità manifesta, da parte delle istituzioni pubbliche, di salvaguardare e gestire il patrimonio naturale e culturale, indirizzandovi adeguate risorse. Su queste premesse si realizza una vera e propria manovra a tenaglia, che ha come obiettivo l’appropriazione di quel patrimonio, che dovrebbe essere di tutti, bene comune appunto, da parte di privati, a fini di profitto. Il cittadino comune difficilmente si rende conto di come agiscano gli ingranaggi di questo meccanismo infernale, se non quando lo toccano da vicino, privandolo di un bene che da sempre riteneva essere suo. È allora che si accorge di essere solo e senza difesa e, se decide di lottare, non trova un alleato nemmeno nella istituzione che dovrebbe essere a lui più vicina: il Comune. Tutti noi Manduriani stiamo vivendo sulla nostra pelle gli impatti provocati dalle antenne di telefonia mobile, posizionate dovunque su suoli privati, senza che ci si possa opporre in alcun modo. Da qualche tempo stiamo assistendo con preoccupazione al progredire inesorabile di procedimenti amministrativi che culmineranno, presumibilmente, con una massiccia privatizzazione delle nostre spiagge. Entrambe le vicende hanno un comune denominatore: la mancanza di una adeguata pianificazione preventiva da parte dell’amministrazione comunale. In assenza di un Piano Spiagge comunale (come ieri di un Piano Antenne) che tuteli e preservi siti di particolare pregio, come appunto la Salina o la scogliera su cui sorge la torre di Colimena, fa testo la legge regionale, che regolamenta, si, il come e il dove, ma a maglie larghe, lasciando ai Comuni, come è giusto, l’onere di salvaguardare se stessi. Se questo non accade, come sinora non è accaduto a Manduria, si rischia di non poter trovare motivazioni di carattere legislativo e legale per vietare lo sfruttamento a fini di lucro di luoghi in cui, al contrario, la mano dell’uomo dovrebbe astenersi del tutto dall’intervenire. Una capacità di pianificazione che da troppo tempo è assente dalle stanze del Palazzo di città e che è invece il primo requisito di una amministrazione efficiente.
Verdi di Manduria