Depuratore, quando ci saranno azioni concrete?

10509753_10203386280769528_8437691152170610965_n
I Verdi di Manduria non possono tacere delusione e preoccupazione per la mancanza di elementi di certezza in quanto dichiarato dai Consiglieri regionali nell’incontro di mercoledì scorso in Sala Consiliare.

A fronte della grande partecipazione di cittadini, associazioni, gruppi spontanei, movimenti politici e liste civiche, i Consiglieri, anch’essi intervenuti in gran numero, non hanno potuto esprimere altro che il proprio impegno personale (lodevole per altro) a che la vicenda possa avere una soluzione diversa rispetto a quella sancita dalla Regione e concretizzata nel progetto andato in appalto ed aggiudicato alla ditta Putignano. Gli unici dati certi sono i seguenti:
1) si attende che il C.N.R. risponda al quesito (formulato presumibilmente dall’assessorato ai LL.PP. ) se esista e sia fattibile un’alternativa allo scarico a mare;
2) si è chiesto (?) alla Giunta Regionale di richiedere ad A.Q.P. una proroga all’inizio dei lavori.
Sul primo punto ci siamo già espressi: ammessa e non concessa la competenza e/ o disponibilità del C.N.R. a fornire un parere in proposito, la mossa ci sembra del tutto inutile e fuorviante.
Che le alternative esistano ci sembra ampiamente dimostrato, qualora la Regione esprima la volontà, e ne dia mandato ad A.Q.P. , di modificare, in tutto o in parte, il progetto. Se per fare ciò è assolutamente indispensabile modificare alcuni strumenti legislativi, quale il P.T.A., ancora una volta l’input deve partire dalla Giunta regionale e/o dalla maggioranza che la sostiene, esercitando il potere d’iniziativa del Consiglio. Vale a dire che è comunque la politica a doversi esprimere.
Per ciò che riguarda il secondo punto, ammesso che concedere una proroga sia possibile, stante la fase avanzata dell’iter realizzativo in atto, non vi sono indicazioni certe rispetto alla finalità per cui questa proroga debba essere concessa.
Per attendere il parere del C.N.R.? Per mettere mano al P.T.A.? Per chiedere a noi (ancora) di fornire un’alternativa?
Insomma a nostro parere, troppo fumo e poco arrosto.
Riteniamo pertanto che ascoltare le personali valutazioni ed opinioni dei Consiglieri Regionali, se ci ha arricchito dal punto di vista emotivo, non ha certo fugato i nostri dubbi e incertezze. Dubbi e incertezze che avremmo voluto esprimere, urbanamente e civilmente come è nostro costume, se il prolungarsi oltre misura di alcuni interventi ne avesse dato, a noi come ad altri, l’opportunità. Insomma, volendo dare una valutazione politica della serata, confrontando lo “spiegamento di forze” con la pochezza dei risultati raggiunti e comunicati, ci sorge il dubbio che il depuratore sia divenuto per alcuni una ghiotta occasione di propaganda.
A questo punto crediamo che la parola debba tornare ai cittadini, con l’individuazione di nuove forme di lotta non violenta che però facciano intendere a chi ci governa oggi, e ci governava anche ieri, che il trascorrere del tempo non diminuisce in nulla la nostra determinazione e che, nel contempo, forniscano sostegno a chi a livello istituzionale realmente intende impegnarsi a fondo in questa battaglia.